Riciclaggio ed evasione fiscale, Ubs patteggia

Il colosso bancario ha patteggiato una sanzione pecuniaria con il Tribunale di Milano per 2 milioni 125mila euro. L’accusa dei pm riguarda Ubs Switzerland Ag, Ubs Monaco Sa e Ubs Ag, per violazione della 231 del 2001

di Ivan Cimmarusti

L’accusa è di non avere pianificato dei «modelli organizzativi» in grado di evitare i reati di evasione fiscale e riciclaggio. Il colosso bancario Ubs ha patteggiato una sanzione pecuniaria con il Tribunale di Milano per 2 milioni 125mila euro. L’accusa dei pm riguarda Ubs Switzerland Ag, Ubs Monaco Sa e Ubs Ag. Il giudice per le indagini preliminari, nel confermare l’accordo tra accusa e difesa, ha disposto la confisca di somme pari a 8 milioni 175mila euro.

Violazione della 231 del 2001
Il documento, sei pagine, porta la firma della gip Giuseppina Barbara, chiamata a decidere sul fascicolo che vede coinvolta Ubs per violazione del decreto legislativo 231 del 2001, la norma che disciplina la responsabilità delle società per reati compiuti da propri dipendenti.

Riciclaggio ed evasione fiscale
Secondo la ricostruzione dei pm di Milano «l’istituto di credito, attivo nel territorio dello Stato italiano nella raccolta del risparmio e nella gestione patrimoniale dei clienti, ometteva di adottare ed efficacemente attuare modelli di organizzazione e gestione idonei ad evitare la commissione di reati di riciclaggio di fondi di provenienza delittuosa e commessi in esecuzione di un medesimo disegno criminoso da non identificati “apicali” e “soggetti sottoposti alla altrui direzione e vigilanza” realizzati nell’interesse non esclusivo degli autori dei suddetti reati».

I manager
Stando alle indagini «l’istituto di credito si avvaleva nel corso degli anni di “relationship managers”, promotori finanziari dipendenti di Ubs Ag che operavano in Svizzera e nel territorio italiano», che trasferivano denaro frutto di «evasione fiscali commessi da clienti-contribuenti italiani», in modo da ostacolare la ricostruzione delle provenienze. Per Ubs Ag si tratta di una somma pari a 4 milioni 519mila 390 euro, mentre per Ubs Switzerland Ag 3 milioni 489mila 610 euro. Ubs Monaco, invece, avrebbe utilizzato funzionari propri, favorendo clienti italiani che evadevano le tasse. Si tratta di una somma pari a 175 mila euro.

L’impegno con l’Agenzia dell’entrate
Nell’accordo sottoscritto tra pm e Ubs si afferma che «per i periodi di imposta futuri ciascuna società si è impegnata a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, qualora realizzi reddito di capitale e si suoi clienti advisor continuino a visitare i clienti in Italia, in conformità con la disciplina fiscale e finanziaria italiana e nel rispetto degli obblighi antiriciclaggio». Inoltre, «ciascuna società si è impegnata ad adempiere, per i futuri periodi di imposta, gli obblighi in materia di monitoraggio, ove applicabili: tutto ciò, a parere di questo giudice, elide concretamente il pericolo di reiterazione dell’illecito».

Fonte: ilsole24ore.com

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